Bruxismo e impianti dentali: perché non tutti sono candidati ideali
Il bruxismo è una condizione molto diffusa e spesso sottovalutata, ma assume un ruolo centrale quando si parla di impianti dentali e protesi fisse.
Stringere o digrignare i denti genera forze molto elevate, soprattutto durante il sonno, che possono compromettere la salute dei denti e, allo stesso modo, mettere a rischio seriamente il successo di un impianto. Per questo, in presenza di bruxismo, estrarre denti consumati e sostituirli non è una soluzione.
Cos’è il bruxismo e perché incide sulle cure dentali
Il bruxismo può causare usura dei denti, dolori mandibolari, tensioni muscolari, alterazioni dell’articolazione temporo-mandibolare. Qualsiasi piano di cura del bruxismo deve essere personalizzato. Ammesso anche che si arrivi a valutare un impianto dentale a sostituzione dei denti così compromessi da non poter essere recuperati (mai tutti insieme) va valutato il fatto che gli impianti dentali non hanno il legamento naturale del dente.
Questo significa che:
- assorbono meno le forze
- trasmettono lo stress direttamente all’osso
In un paziente bruxista, senza una corretta progettazione, il rischio di:
- frattura della protesi
- mobilità implantare
- fallimento precoce
aumenta in modo significativo.
Turismo dentale: perché il bruxismo viene spesso ignorato
Nel turismo dentale i tempi sono ridotti, le valutazioni funzionali completamente assenti, il follow-up a dir poco limitato e la soluzione sempre standardizzata, radicale, assolutamente non risolutiva.
Il bruxismo richiede invece diagnosi accurate, bite personalizzati, controlli e aggiustamenti nel tempo.
Ignorarlo significa mettere a rischio l’intero lavoro implantare.
Curare prima, impiantare dopo
In molti casi, affrontare il bruxismo:
- migliora la qualità della vita
- rallenta la perdita dei denti
- consente di posticipare o ridurre l’uso degli impianti
Anche qui, il tempo e la diagnosi fanno la differenza.