I rischi delle cure dentali all’estero: casi reali

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I rischi delle cure dentali all’estero: casi reali

I rischi delle cure dentali all’estero: casi reali

Ogni anno migliaia di italiani scelgono di partire per cure dentali in Paesi come Albania, Croazia o Turchia, attratti da preventivi bassi e interventi promessi in pochi giorni. Ma dietro la facciata del “risparmio facile” esiste una realtà spesso molto diversa: interventi affrettati, materiali non certificati, scarsa assistenza post-operatoria e, in molti casi, gravi complicazioni.

La cronaca italiana lo racconta bene. Diversi giornali hanno riportato casi di pazienti rientrati in condizioni critiche dopo interventi eseguiti all’estero. Agostino Sellitri, 71 anni, volontario della Croce Rossa di Andria, è partito per un intervento protesico in Albania e la notte successiva è morto per un infarto. La notizia, pubblicata da Repubblica, ha scosso l’intera comunità locale e riacceso l’allarme dei medici che invitano a non sottovalutare i rischi nascosti dietro il turismo dentale.

Il Sole 24 Ore ha riportato che, secondo le associazioni odontoiatriche, circa un paziente su tre di quelli operati all’estero è costretto a ricorrere a un secondo intervento in Italia per risolvere errori, infezioni, impianti mal posizionati o materiali inadatti. Un risparmio apparente che si trasforma, al rientro, in un costo molto più alto del previsto.

Un altro caso documentato da Fanpage ha riguardato un paziente che, durante l’avvitamento di un impianto, si è sentito rispondere “è normale” quando avvertiva dolori insopportabili. Solo dopo il rientro in Italia si è scoperto che la vite era stata spinta troppo in profondità, fino a lesionare l’osso cranico.

Emblematico anche il caso di un 37enne pugliese che, dopo aver subito l’estrazione di venti denti e l’inserimento di impianti in Albania, è stato ricoverato per infezioni gravissime ed è andato incontro a quattro arresti cardiaci.

 

Il problema è sempre lo stesso: tempi troppo rapidi, diagnosi ridotte al minimo,nessuna considerazione delle condizioni di salute generale, promesse di “denti fissi in 48 ore”, nessun controllo post-operatorio e grande difficoltà nel far valere i propri diritti in caso di danni. A questo si aggiunge l’incertezza su materiali, sterilizzazione, protocolli clinici e assistenza in emergenza. Una protesi o un impianto dentale non sono una vacanza “all inclusive”: richiedono studio del caso, esami, visite di controllo e monitoraggio nel tempo. Saltare questi passaggi significa esporsi a rischi reali.

Il paradosso è che molti pazienti partono convinti di pagare meno, ma quando tornano in Italia devono affrontare terapie lunghe e costose per riparare i danni. E a quel punto il presunto “risparmio” svanisce, trasformandosi in un esborso molto superiore e, soprattutto, in un danno alla salute che in alcuni casi non può essere recuperato.

 

Chi si cura in Italia ha invece garanzie precise: diagnosi personalizzata, materiali certificati, protocolli di sicurezza, controlli nel tempo, attenzione per la salute, assistenza post operatoria.

 

La conclusione è semplice: informarsi, prevenire e scegliere professionisti italiani significa proteggere la propria sicurezza, il proprio sorriso e la propria vita.

 

Affidati ai professionisti italiani, scegli un SORRISO SANO E SICURO.